Il cambio di destinazione d'uso
Il cambio di destinazione d'uso e l'operazione che decide se un immobile alberghiero possa valere qualcosa di diverso da cio che vale oggi. Non e una pratica: e una verifica di ammissibilita che si conclude, se va bene, con una pratica.
A cura della redazione di KW Hospitality · Aggiornato il
Chi decide
Non lo Stato. La disciplina si stratifica su tre livelli e vanno guardati tutti e tre: la legge regionale, che stabilisce il quadro e spesso introduce i vincoli sulle strutture ricettive; il piano urbanistico comunale, che dice che cosa e ammesso in quella zona; e il regolamento edilizio, che fissa i requisiti tecnici della destinazione di arrivo.
La conseguenza pratica e che due immobili identici in due comuni confinanti possono avere risposte opposte, e nessuna consulenza generale puo anticiparle.
Cambio con opere e senza opere
La distinzione conta perche cambia titolo abilitativo, tempi e costi. Un mutamento senza opere e un'operazione amministrativa; con opere entra nella disciplina degli interventi edilizi, con quanto ne consegue in termini di progetto, autorizzazioni e collaudi.
In entrambi i casi, se la destinazione di arrivo appartiene a una categoria funzionale diversa, il mutamento e considerato urbanisticamente rilevante e comporta il pagamento degli oneri corrispondenti, oltre all'eventuale conguaglio del contributo di costruzione.
Le condizioni che lo rendono impossibile
- Un vincolo di destinazione ricettiva vigente e non svincolabile, o svincolabile a condizioni che rendono l'operazione antieconomica.
- Zona urbanistica che non ammette la destinazione di arrivo.
- Difformita edilizie non sanabili. Non si cambia destinazione a un immobile che non e regolare in cio che gia e.
- Requisiti igienico-sanitari non raggiungibili senza interventi strutturali sproporzionati.
- Vincoli sovraordinati: paesaggistico, storico-artistico, idrogeologico. Non impediscono necessariamente, ma aggiungono autorizzazioni e tempi.
Come si imposta la verifica
Con un tecnico del posto, e prima di ogni valutazione economica. L'ordine corretto e: capire se si puo, capire a quali condizioni e con quali oneri, e solo allora stimare se convenga. L'ordine inverso — stimare il valore da residenziale e poi scoprire che non si puo fare — e l'errore piu comune e il piu costoso, perche nel frattempo si sono prese decisioni su un numero che non esisteva.
Non serve aver deciso niente per parlarne
Se ti riconosci in questa situazione, il passo utile non e decidere subito: e capire che cosa hai davvero fra le mani. Scrivici due righe e ti diciamo che cosa vediamo, senza impegno e in riservatezza.
ScriviciDomande frequenti
Chi decide se il cambio d'uso e ammesso?
Tre livelli insieme: la legge regionale, il piano urbanistico comunale e il regolamento edilizio. Due immobili identici in comuni confinanti possono avere risposte opposte, e nessuna consulenza generale puo anticiparle.
Il cambio d'uso comporta oneri?
Se la destinazione di arrivo appartiene a una categoria funzionale diversa, il mutamento e urbanisticamente rilevante e comporta il pagamento degli oneri corrispondenti, oltre all'eventuale conguaglio del contributo di costruzione.
Che cosa lo rende impossibile?
Un vincolo di destinazione ricettiva non svincolabile, una zona che non ammette la destinazione di arrivo, difformita edilizie non sanabili, requisiti igienico-sanitari non raggiungibili, o vincoli sovraordinati.