Donare l'albergo ai figli
Donare la struttura ai figli e la soluzione a cui si pensa per prima, perche sembra risolvere tutto con un atto solo. E in molti casi funziona. Ma porta con se una conseguenza che quasi nessun donante conosce al momento di firmare, e che si manifesta anni dopo, quando qualcuno prova a vendere.
A cura della redazione di KW Hospitality · Aggiornato il
Il problema che nasce dopo
Il nostro ordinamento tutela i cosiddetti legittimari — coniuge e figli — riservando loro una quota dell'eredita. Una donazione fatta in vita non sfugge a questa tutela: al momento dell'apertura della successione si verifica se le donazioni abbiano leso la quota riservata ad altri legittimari, e in caso affermativo esistono strumenti per rimettere in discussione l'assetto.
La conseguenza pratica e che un bene ricevuto per donazione e, per un certo periodo, un bene la cui provenienza rende la rivendita piu difficile. Banche e acquirenti lo sanno: un immobile di provenienza donativa incontra maggiore prudenza nel finanziamento e nella trattativa, e l'ostacolo non dipende dalla buona fede di nessuno.
Per un albergo questo pesa piu che per una casa, perche il compratore tipico e un investitore o un operatore che ricorre al credito, e il credito e proprio il punto in cui la provenienza donativa si fa sentire.
Quando la donazione ha comunque senso
- Quando c'e un solo figlio, o quando tutti i legittimari partecipano all'operazione in modo che nessuna posizione resti scoperta.
- Quando l'obiettivo e la continuita gestionale e nessuno prevede di vendere.
- Quando si accompagna con strumenti che riducono l'incertezza: e proprio il ruolo del patto di famiglia, nato per le aziende di famiglia.
Le alternative da mettere sul tavolo
- Il patto di famiglia, che trasferisce l'azienda o le partecipazioni ai discendenti liquidando contestualmente gli altri legittimari, sottraendo l'operazione alle contestazioni successive.
- Il conferimento in societa e il trasferimento delle quote, che sposta il tema dall'immobile alla partecipazione e consente di regolare in statuto i rapporti fra chi restera.
- Il testamento, che non anticipa il trasferimento ma organizza la successione, spesso in combinazione con una divisione fatta dal testatore.
- La vendita ai figli, quando ci sono le condizioni: e un atto a titolo oneroso e non porta con se il problema della provenienza donativa.
Non serve aver deciso niente per parlarne
Se ti riconosci in questa situazione, il passo utile non e decidere subito: e capire che cosa hai davvero fra le mani. Scrivici due righe e ti diciamo che cosa vediamo, senza impegno e in riservatezza.
ScriviciDomande frequenti
Perche un immobile donato e piu difficile da vendere?
Perche la legge tutela la quota riservata ai legittimari e una donazione puo essere rimessa in discussione all'apertura della successione. Banche e acquirenti lo sanno, e la provenienza donativa incontra maggiore prudenza nel finanziamento e nella trattativa.
Per quanto tempo dura questo effetto?
L'esposizione non e indefinita e dipende da termini e presupposti tecnici precisi. Poiche incidono anche le prassi bancarie, che cambiano, e una verifica da fare con il notaio sul caso concreto e non su una regola generale.
Esiste un'alternativa alla donazione?
Si, diverse: il patto di famiglia, il conferimento in societa con trasferimento delle quote, il testamento con divisione fatta dal testatore, e la vendita ai figli quando ce ne sono le condizioni. Ciascuna risolve problemi diversi.